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lunedì 10 gennaio 2011

Eppure

Eppure io quei due li vedo ancora. Li vedo entrare insieme con le facce contente, col passo deciso e un sorriso complice. Li vedo che si tolgono le giacche invernali, lui con gli occhiali stretti che gli donano fascino, una camicia stirata messa perché doveva incontrarla, lei con un vestito leggero color ottanio e gli orecchini verdissimi e speranzosi, quella sera non gli avrebbe detto di no e lui lo sapeva. Li vedo che entrano e iniziano a ballare stretti stretti un tango e poi un altro e poi li vedo separarsi e scegliersi di nuovo e ancora ballare. Vedo lei che risponde ai movimenti di lui che delimita lo spazio e lo espande, i tacchi quasi si allungano in orizzontale, le gambe si intrecciano e si sciolgono. Li vedo ballare abbracciati stretti che quasi si baciano e non aspettano altro e si baciano veloci come ali che spiccano il volo. Sembra che ce le abbiano loro, le ali. Sei bella, gli dice lui. Lei arrossisce nel buio della sala e si illumina. Poi li vedo andare via, andranno chissà dove, leggeri e titubanti tubando come due amanti che non possono perdere tempo. Li vedo e me li immagino felici ora che non ci sono, ora che le coppie che ballano sembrano stanche e annoiate, ora che il blu del posto non è intenso, non è caldo di quell'entusiasmo, di quella fretta calma e di quei passi. Vorrei che entrassero all'improvviso a rianimare l'aria, a colorarla di verde che fruscia e di sguardi intensi. Cerco persino in quel tavolino dove li aveva posati lui, i suoi occhiali.

Eppure so che da qualche parte stanno ancora insieme anche se si sono persi, come una musica che smette di suonare e che non si dimentica, come un passaggio nella loro vita e nient'altro.





 

giovedì 27 maggio 2010

bisogna

tangoBisogna cercare intensi abbracci da trattenere nel tempo di una musica e poi lasciarli andare sorridendo, ché forse torneranno.

sabato 20 febbraio 2010

Desde el alma

Ognuno guardi dentro questa musica.



Come in una bolla di vetro, troverete immagini del passato. Tante. Molto indietro nel tempo. E nello stesso tempo sentirete il sapore del sogno. Che sognare non è guardare avanti, ma è guardare dentro.



 



 




sabato 19 dicembre 2009

Si chiudono a volte i cerchi. Si uniscono i puntini, come nel vecchio gioco della settimana enigmistica. Mio nonno me lo faceva fare sempre quel gioco. Ero piccolissima. E mi divertivo a dare un senso a punti sparsi su un foglio tracciando una linea che definiva una figura. Difficile unire i puntini che tracciamo in modo apparentemente casuale lungo il corso della vita. Ma a in questa musica per me si uniscono due grandi punti fermi: il Jazz e il Tango. Dà una certa soddisfazione.



 




giovedì 17 dicembre 2009

Le musiche di Hugo Dìaz mi sembrano infinite. In due minuti e mezzo accade di tutto. Mi sbalestra, mi confonde, mi sorprende e scioglie tutto, facendo lievitare una fragranza di pane caldo e croccante da mordere.  



 




sabato 12 dicembre 2009

Cos'è la nostalgia del futuro? Forse è dentro quelle musiche che ricordano eventi non ancora avvenuti e che già si cercano in un'attesa densa.



 



 




sabato 5 dicembre 2009

Pensaci bene,

Prima di fare quel passo,

Perché forse domani

Non puoi cambiarlo.

 

Pensaci bene,

Tanto ti ho amato

E tu mi hai mandato nel passato

Forse per amare qualcun altro.


Traduzione di Pensalo Bien, musica di Juan José Visciglio, testo di Luis Alberto López


mercoledì 2 dicembre 2009

Sentii il tango per la prima volta nelle parole di un uomo incontrato per destino mai avverato. Mi parlò di Buenos Aires, della sua fuga e dell'estasi della musica, della timidezza. Ballava guardando, senza muovere un passo. E mi guardò con occhi di invito. Quando me ne andai sentii uno strappo, come se stessi voltando le spalle a una vita.



Quando ballai per la prima volta, mi sono sentita quell'uomo addosso, era in tutti gli uomini con i quali danzavo, cambiandoli dopo averne conosciuto l'indole, sciogliendo gli abbracci con un grazie smemorato.



Il corpo era libero, libero di intrecciarsi e di sbrogliarsi a piacimento. Ma la concentrazione sui passi era la stessa, a prescindere dal compagno di turno. Come scrivere a ogni passo parole. Scrissi a quell'uomo una frase, cercai di farlo in modo intenso, aspettando finché ogni parola non fosse necessaria e densa. Ti aspetterò senza aspettarti. Nove passi. Nove vite. Gome i gatti. E ad un tratto, con le scarpe rosse, saltai su un tetto.



 




sabato 21 novembre 2009

Senti la musica. Seguila. Entra nell'abbraccio e sentiti libera. Lasciati guidare opponendo resistenza, una resistenza dalla quale si sprigiona energia. Chiudi gli occhi. Fidati. E danza.