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sabato 5 dicembre 2009

Pensaci bene,

Prima di fare quel passo,

Perché forse domani

Non puoi cambiarlo.

 

Pensaci bene,

Tanto ti ho amato

E tu mi hai mandato nel passato

Forse per amare qualcun altro.


Traduzione di Pensalo Bien, musica di Juan José Visciglio, testo di Luis Alberto López


lunedì 21 settembre 2009

Sophisticated lady






Dicono che nella tua vita arrivò presto un amore

E nel tuo cuore bruciò una fiamma

Una fiamma che tremò un giorno e si spense

E poi, con gli occhi profondamente disillusi

Hai imparato che gli sciocchi innamorati rinsaviscono presto

Gli anni ti hanno cambiata, in qualche modo

Ti vedo adesso

Che fumi, bevi, non pensi mai al futuro, con nonchalance

E diamanti lucenti, balli, ceni con qualche uomo al ristorante

E' tutto quello che vuoi davvero?

No, donna sofisticata,

Lo so, ti manca l'amore che hai perso tanto tempo fa

E quando nessuno ti vede,  piangi





 







 




 Parole: Mitchell Parrish, musica: Duke Ellington e Irving Mills (1932)

sabato 18 aprile 2009

E' come raggiungere la luna

E' come raggiungere la luna


E' come raggiungere il sole


E' come raggiungere le stelle


Raggiungere te


Sei così lontano lassù


Come posso aspettarmi che un angelo mi ami?


Chi è così divino come te?


E' come volare senza ali


Suonare il violino senza archetto


E un milione di altre cose


che nessuno può fare


Anche se le mie speranze sono poche


Nel segreto del mio cuore prego che ti arrenderai presto


Anche se è come raggiungere la luna.












Che pezzo magnifico!

giovedì 2 aprile 2009

Docce d'aprile

Quando le docce di aprile arrivano da te,


portano fiori che sbocceranno a maggio


perciò quando piove non dispiacerti perché


non piove pioggia: piovono violette, coraggio.


 


E quando vedi le nuvole sulle colline


sai che porteranno una folla di giunchiglie


tu continua a cercare un  azzurro uccellino


e ascolta la sua musica piena di meraviglie


quando le docce d'aprile si fanno vicine






Traduzione della canzone April Showers, del 1921, musica di Louis Silvers e parole di B.G. De Sylva.








venerdì 13 febbraio 2009

Sotto pressione

 


Pressione che mi schiaccia

Che preme e comprime come nessuno vorrebbe


Sotto pressione che distrugge un palazzo

spezza in due una famiglia

sbatte la gente in strada

È il terrore di sapere

Cos’è questo mondo

Guardi qualche buon amico

che grida "fatemi uscire"

E che implora il domani, che sia migliore

Pressione sulla gente, gente in strada

che fa tutto a pezzi e prende a calci la mia mente sul pavimento

Questi sono quei giorni in cui le disgrazie

non vengono mai sole

Gente in strada, gente in strada

È il terrore di sapere

Cos’è davvero questo mondo

Guardi qualche buon amico

gridare " fatemi uscire"

Implorare che domani sia migliore

Pressione sulla gente, gente in strada

Ignorare tutto come ciechi neutrali


ma non funziona

Arrivare con un po’d’amore ma è così ferito e lacerato

Perché, perché, perché

Amore

Folli risate sotto la pressione che ci sgretola

Non possiamo darci un'altra possibilità?


 Perché non possiamo dare all'amore quella possibilità?


Perché non possiamo dare amore?

Perché amore è una parola così sorpassata

E l’amore sfida a prenderti cura della

gente sull’orlo del baratro

E l’amore sfida a cambiare

il modo di

Avere cura di noi stessi

Questo è il nostro ultimo ballo

Questo è il nostro ultimo ballo

Questi siamo noi

Sotto pressione

Sotto pressione

Pressione






mercoledì 4 febbraio 2009

There will never be another you



Ci saranno molte altre notti come questa



E io starò a guardare insieme a qualcun altro



Ci saranno altre canzoni da cantare, un altro autunno, un'altra primavera, ma non ci sarà mai un altro tu



Ci saranno altre labbra che bacerò, ma non mi daranno i brividi come le tue



Sì, potrò sognare un milione di sogni, ma come potrebbero avverarsi



se non ci sarà mai più un altro tu.



There will never be another you è la canzone originale, qui tradotta di fretta. Se potete, ascoltate la versione di Chet Baker. Se no, cercatela suonata in qualche locale. O alla tromba o al sax, è meglio. Cercate, che è bellissima. Oppure eccola qui, eseguita da un gran pianista:







domenica 18 gennaio 2009

Do you know what it means...



Non sai com'è qui quando ti manca New Orleans

E ti manca ogni notte e giorno

So che non mi sbaglio, l'emozione cresce piano

ogni volta che le sto lontano e non ritorno.

 

Mi mancano le viti coperte di muschio, i pini dolci e alti

Dove gli uccellini burloni cantano strizzando l'occhio

E mi piace vedere il pigro Mississipi affrettarsi a primavera in salti

 

La luce della luna sull'emissario, una canzone creola che riempie l'aria

Sogno le magnolie in sboccio e sogno di essere lì

 

Non lo sai com'è qui quando ti manca New Orleans

Quando è lì che hai lasciato il cuore

E c'è qualcos'altro. Mi manca qualcuno a cui tengo, sì

Più di quanto mi manchi New Orleans





Traduzione di Do you know what it means to miss New Orleans. Non so chi ha scritto le parole originali. Ma è una canzone meravigliosa.








sabato 29 novembre 2008

Un groove liberatorio

Il problema è tutto nella tua testa, mi disse

La risposta è semplice se la vedi logicamente

Vorrei aiutarti nella tua lotta per essere libero

Ci devono essere cinquanta modi per lasciare la tua amante

 

Lei disse non è mia abitudine intromettermi

E inoltre, spero che quel che intendo non vada perso o frainteso

Ma mi ripeterò, rischiando di sembrare cruda

Ci devono essere cinquanta modi per lasciare la tua amante

Cinquanta modi per lasciare la tua amante

 

 

Sgattaiola dal retro, Jack

Fai un nuovo piano, Stan

Non c'è bisogno di essere timido, Roy

Renditi libero

Salta sull'autobus, Gus

Non c'è da discutere tanto

Butta la chiave, Lee

E renditi libero

 

Sgattaiola dal retro, Jack

Fai un nuovo piano, Stan

Non c'è bisogno di essere timido, Roy

Ascoltami

Salta sull'autobus, Gus

Non c'è da discutere tanto

Butta la chiave, Lee

E renditi libero

 

Lei disse mi addolora vederti in questo stato

Vorrei poter fare qualcosa per vederti sorridere di nuovo

Io dissi lo apprezzo e puoi per favore spiegarmi i cinquanta modi

 

Lei disse perché non ci dormiamo su stanotte

E credo che al mattino inizierai a vedere la luce

E poi mi baciò e io capii che forse aveva ragione

Ci devono essere cinquanta modi per lasciare la tua amante

Cinquanta modi per lasciare la tua amante

 

Sgattaiola dal retro, Jack

Fai un nuovo piano, Stan

Non c'è bisogno di essere timido, Roy

Renditi libero

Salta sull'autobus, Gus

Non c'è da discutere tanto

Butta la chiave, Lee

E renditi libero

 

Sgattaiola dal retro, Jack

Fai un nuovo piano, Stan

Non c'è bisogno di essere timido, Roy

Ascoltami

Salta sull'autobus, Gus

Non c'è da discutere tanto

Butta la chiave, Lee

E renditi libero



Traduzione di 50 ways to leave your lover di Paul Simon










E questa è l'interpretazione in jazz:














sabato 22 novembre 2008

Le musiche di Matisse e Picasso

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Ho trovato per un caso fortuito questo cd. Mi è venuto incontro, nel suo rosa squillante e con i capolavori L'acrobata di Picasso e Il Nudo Blu di Matisse sulla copertina. C'è una bellezza fuori, c'è una bellezza meravigliata dentro, ascoltando i due cd che contiene e c'è una bellezza nel testo critico che si scopre all'interno. E' in francese e in inglese. L'ho tradotto, per comprenderlo meglio e per condividerlo. Ce ne fossero dischi così. Se vi viene incontro un giorno, mentre pensate ad altro, aprite le orecchie come se fossero braccia e stringete i suoni dentro. Chiudete gli occhi e pensate ai segni lasciati da questi due grandi pittori. I colori vi esploderanno dentro con la delicatezza inesorabile di una rosa che sboccia. E i pensieri si faranno semplici e sonori, si solleveranno sulle punte per elevarsi in equilibrio su un mondo tanto scosso e incomprensibile nella sua ordinarietà da richiedere un equilibrio da acrobati e un'eleganza blu.





Ma, prima di leggere, vogliate deliziarvi:





 









 



 





"Il mio sogno musicale è ascoltare la musica delle chitarre di Picasso". Questo era il desiderio di Cocteau, alto sacerdote dell'unione di tutte le arti, scrittore, creatore di schizzi, regista e forza trainante del Gruppo dei Sei. Senza la presunzione di avverare il suo sogno, questo CD offre l'opportunità di ascoltare la musica che ha influenzato profondamente la sensibilità di Matisse e di Picasso e che è stata una fonte perenne della loro ispirazione. Alcune delle registrazioni sono state fatte da musicisti che i due artisti conoscevano e apprezzavano (tra gli altri, Cortot, Gershwin, Menuhin).

 

Matisse: la musica dei colori

 

Matisse fu un entusiasta appassionato di musica per tutta la sua vita, tanto da fare della musica uno dei temi essenziali delle sue opere. Era un grande amante del violino, che imparò a suonare a tarda età, quando temeva di diventare cieco e di perdere il contatto diretto con l'arte. Ammirava particolarmente Ysaye, del quale scrisse: "Questo alto, corpulento uomo usava il suo archetto per accarezzare le corde del suo violino tanto da sembrare un maestro di danza, con gesti così sinuosi e imperturbabili - gli inizi e le fini delle sue frasi quasi impercettibili, i loro centri sapientemente amplificati - che si poteva sentire proprio lo spirito della danza". Il violino appare molte volte nei suoi dipinti, come ne Le Violiniste alla finestra (1917), in cui è ravvisabile un autoritratto, e Interieur a la boite de violon (1919). Tra i compositori, Bach è un costante punto di riferimento: "Mi piacerebbe vedere in un dipinto la chiarezza e la purezza di Bach". Ma Matisse era anche estremamente interessato ai contemporanei: Prokofiev, che incontrò nel 1921 (un incontro che valse un ritratto); Shostakovich, del quale una sinfonia gli permise di "trovare" alcune finestre di vetro. Godette della duratura amicizia con Cortot, del quale fece un disegno a matita e carboncino nel 1926, con Gershwin, che incontrò allo svelare de La Danza nel 1933, e soprattutto con Poulenc. I due artisti avevano in comune lo stesso standard elevato di sobrietà ed economia. Poulenc asserì che cercava ispirazione nei disegni di Matisse per "andare dalla complessità alla semplicità della linea". La sua Sonata per due pianoforti del 1948 è dedicata al pittore. Matisse rifiutò ogni semplicistica assimilazione tra le due arti: "Dipingere richiede organizzazione, attraverso mezzi molto consci, come nelle altre arti. Organizzazione di forze - i colori sono forze - come nella musica organizzazione di timbri. Ma per questo non confondiamo pittura e musica. Le loro azioni non sono altro che parallele. Non sarebbe possibile trasformare Beethoven in pittura". Anche se linguaggio pittorico e musicale non si uniscono mai, possiedono mezzi paragonabili di funzionamento, "paralleli" che ammettono l'analogia tra armonia e colore, ritmo e forma. Matisse paragona la disposizione delle note della scala e dei colori e concepisce le relazioni dei colori in un quadro come se fossero polifonie. "Sette note, con leggere modifiche, sono abbastanza per scrivere qualsiasi partitura musicale. Perché non dovrebbe essere lo stesso per le arti plastiche?". Egli mischia i vocabolari dei suoni e delle immagini persino nella formulazione del suo credo estetico: "Ho provato a sostituire il vibrato con un'armonia che è più espressiva, più diretta, un'armonia la cui semplicità e sincerità mi avrebbe dato superfici più tranquille". Queste "superfici più tranquille" sono chiaramente le tinte piatte e le composizioni di collage nelle quali Matisse cerca una forma di sobrietà e delle quali fa uso, per esempio, nei dipinti La danza e la musica (1909-10), La Danza (1931) e La Musica (1939). L'articolazione dei colori tra di loro è quindi concepita in termini di ritmo. "Non basta stendere i colori, per bellissimi che siano, uno dopo l'altro. Altrimenti si avrebbe una cacofonia. Il Jazz rappresenta un ritmo e un significato." Il titolo Jazz (1947) è stato scelto da Matisse dopo aver determinato la composizione dei colori le cui armonie - violente ma sensibili - gli evocavano le sonorità del jazz. E' stato Gershwin a fargli conoscere le prime registrazioni di Dizzie Gillespie, Louis Armstrong e Billie Holiday.

 

Picasso: di chitarre e d'uomini

 

Per Picasso, la musica era prima di tutto una questione di amicizia. Le sue relazioni con i compositori del suo tempo erano strette. Poulenc gli aveva dedicato la cantata Figure umane e iniziò il suo ciclo di canzoni Il lavoro del pittore dai poemi di Elouard con Pablo Picasso. Picasso, da parte sua, mise le prime quattro lettere del pianista Alfred Cortot in uno dei suoi dipinti e fece un ritratto di Satie. Oltre a questo omaggio, una vera collaborazione intellettuale si stabilì tra Satie e Picasso dal 1917. Per certi aspetti la musica di Satie ha punti di contatto con l'affermazione del Cubismo. Come il Gruppo dei Sei, la cui guida era Satie, Picasso lavorò verso la semplificazione delle forme e trovò ispirazione nell'arte popolare. L'abolizione della prospettiva, la simultaneità dei punti di vista e la frammentazione delle forme che il Cubismo raggiunse sono echeggiate nella musica e nell'utilizzo di sonorità ruvide, del collage di suoni disparati e della giustapposizione di brevi violente sequenze in contrasto con i passaggi più calmi. Questa affinità estetica spiega in parte la presenza frequente di oggetti musicali nel lavoro di Picasso. Gli strumenti musicali sono molto utili per la distorsione e la stilizzazione. Rappresentano un insieme di volumi, di linee di forza, ed esprimono l'aspetto profondamente ritmico dell'estetica cubista, in cui le vibrazioni e le risonanze sono latenti. La chitarra è lo strumento preferito di Picasso: appare in quasi quaranta dipinti! Senza dubbio perché le sue curve ne fanno un prolungamento del corpo umano, fino a dargli un carattere erotico.

 

I balletti: verso l'opera d'arte totale?

 

Oltre al diverso approccio alla musica e al suo ruolo in relazione alla pittura, Matisse e Picasso avevano in comune lo sforzo di creare l'opera d'arte totale, una vera utopia estetica nata alla fine del diciannovesimo secolo. Una testimonianza eloquente può essere trovata nelle loro rispettive collaborazioni con Diaghilev e Massine per creare balletti nei quali fossero fuse tutte le arti. Matisse, affascinato dalla danza, collaborò al suo primo balletto, Il canto dell'usignolo, con le musiche di Strawinsky, nel 1919-20. Fu per questo progetto, sfortunatamente perso, che perfezionò la sua tecnica di usare fogli colorati ritagliati. Nel 1937 lavorò di nuovo con Massine per L'Etrange Farandole, ballato alla prima sinfonia di Shostakovich e ripreso con successo al Theatre de Chaillot nel 1939 con il titolo Rouge et noir. Picasso fece molte più scenografie per i balletti. Parade, rappresentato al Theatre du Chatelet il 17 maggio 1917, lo vide lavorare sia con Diaghilev sia con Satie sulla sceneggiatura di Cocteau. Un'altra commissione di Diaghilev, Il cappello a tricorno, fu messo in scena e acclamato trionfalmente all'Alhambra Theatre, a Londra nel 1919. La coreografia era di Massine, la musica di Manuel de Falla. Il compositore trovò il sipario di Picasso così bello da aggiungere una fanfara di apertura per dare al pubblico più tempo per ammirarlo. Poi venne Pulcinella, con la musica di Stravinsky e la coreografia di Massine, la prima fu all'Opera di Parigi il 15 maggio del 1920. Bisogna anche menzionare Mercure (1924), che unì Satie, Picasso e Massine, e Le train bleu (1924), che ostentò i talenti di Darius Milhaud per la musica, Bronislava Nijinska per la coreografia, Henri Laurens per le decorazioni e Coco Chanel per i costumi. Picasso fece i sipari di scena. Infine, ci fu un balletto di flamenco nel 1924, basato su un'idea di Duaghilev, un lavoro del quale si è persa ogni traccia. La musica permette di tracciare un parallelo affascinante tra i due pittori. Attraverso il loro specifico trattamento sullo stesso tema si può discernere un costante dialogo estetico. La Sérénade (1942) di Picasso richiama La Musique (1939) di Matisse e l'ultima La Lezione di piano, una composizione astratta che consiste di bande di diversi colori, rivela la sua visione - e la sua critica - del Cubismo. Oltre a questo, vi è il loro comune desiderio di unire la tradizione e la modernità, e di andare dritti all'essenziale come eterna esigenza.


 





 



Mia traduzione del testo originale di Frédérique Ait-Touati, che accompagna "Les musiques de Matisse-Picasso", etichetta Auvidis

venerdì 21 novembre 2008

Quanto è profondo l'oceano (quanto è alto il cielo)

Quanto ti amo?



Niente bugie



Quanto è profondo l'oceano?



Quanto è alto il cielo?



 



Quante volte al giorno penso a te?



Quante rose sono cosparse di rugiada?



 



Quanto lontano viaggerei



per essere dove sei



Quanto è lontano il viaggio



da qui a una stella?



 



E se mai ti perdessi



Quanto piangerei?



Quanto è profondo l'oceano?



Quanto è alto il cielo?



 



Quanto ti amo?



Niente bugie



Quanto è profondo l'oceano?



Quanto è alto il cielo?



 



Quante volte al giorno penso a te?



Quante rose sono cosparse di rugiada?



 



Quanto lontano viaggerei



per essere dove sei



Quanto è lontano il viaggio



da qui a una stella?



 



E se mai ti perdessi



Quanto piangerei?



Quanto è profondo l'oceano?



Quanto è alto il cielo?









Traduzione di How deep is the ocean (how high is the sky) di Irving Berlin.











giovedì 9 ottobre 2008

Mia bimba malinconica

Vieni da me, mia bimba malinconica



Sorridi e non essere triste



Tutte le tue paure sono sciocche fantasie, forse sai



tesoro che amo te.



 



Ogni nuvola ha una linea d'argento



Aspetta che il sole vi splenda attraverso



Sorridi, mio caro tesoro, mentre ogni lacrima ti bacio via



O arriverà anche a me la malinconia.  



Traduzione delle parole di My Melancholy Baby scritte da George A. Norton.



 



 



domenica 5 ottobre 2008

Almost blue

Quasi blu



Quasi facendo cose che facevamo noi



C'è una ragazza qui ed è quasi tu



Quasi



Tutte le cose che hai promesso con gli occhi



Le vedo nei suoi



Ora i tuoi occhi sono rossi di pianto



Quasi blu



Flirtando con questo disastro, lo sono diventato



E ne ho preso il nome da stupido che voleva esserlo



Quasi blu, è quasi commovente, quasi sempre lo sarà



C'è una parte di me che rimane vera, sempre



Non tutte le cose buone finiscono, ora solo alcune poche e scelte



Ho visto una coppia così triste



Quasi me



Quasi tu



Quasi blu



Traduzione delle parole di Almost Blue, scritte da Elvis Costello per Chet Baker. Il termine blue originale è veramente intraducibile: contiene il significato del colore e dello stato d'animo, una tristezza malinconica. Avrei potuto tradurlo con giù, anche per motivi di suono, ma avrebbe perso il colore, che è importante. Ho preferito usare il più vicino, anche se impreciso, blu.  








venerdì 3 ottobre 2008

Dopo che te ne sarai andato

Dopo che te ne sarai andato e in lacrime mi avrai lasciato


Dopo che te ne sarai andato, non potrai negare


Ti sentirai infelice, triste sarai


Ti mancherà la più cara compagna che abbia avuto mai




Arriverà il momento, non dimenticarlo

A
rriverà il momento In cui ti pentirai


Un giorno, sempre più solo,


Il tuo cuore andrà in pezzi come il mio e mi rivorrai


Dopo che te ne sarai andato, dopo che te ne sarai andato via.


 


Dopo che me ne sarò andata, dopo che ci saremo separati,


dopo che me ne sarò andata ti sveglierai


Capirai che sei stato cieco 

Hai permesso a una di cambiarti in modo così bieco


 


Dopo tutti gli anni passati insieme


In gioia e dolore, in tutti i venti


Un giorno, triste e scoraggiato ti troverai


Sentirai il bisogno di me come all'inizio dei tempi


Dopo che me ne sarò andata, dopo che me ne sarò andata via.


 


Traduzione delle parole di Henry Creamer e Turner Layton







mercoledì 1 ottobre 2008

Mannaggia a quel sogno

Mannaggia a quel sogno

lo sogno ogni notte

Mi dici ti amo e mi stringi forte

Ma quando mi sveglio non ci sei già più

Mannaggia a quel sogno

 

Mannaggia alle tue labbra e mannaggia ai tuoi occhi

Mi portano al cielo col chiaro di luna lassù

Poi dal paradiso ruzzolo giù

Mannaggia a quel sogno

 

Mannaggia alla mia testa fissata

Non riesce a capire che non ne vuoi sapere

Giusto per cambiare     

Mi farei una risata con un bel vecchio incubo

 

Mannaggia a quel sogno

E lo devo anche benedire

Senza quel sogno non ti avrei mai

Ma mi tormenta e non si avvererà

Mannaggia a quel sogno


traduzione delle parole di Eddie Delange: Darn that dream