venerdì 5 settembre 2008

Fregàti

suooono







Siete fortunati voi musicisti


Create musica con gesti reali e concreti


Noi che ascoltiamo pensiamo sempre a una magia


Siamo noi che rimaniamo fregati, in aria, persi


E ci aggrappiamo a parole o a disegni


a un po' di poesia


(ai nostri muti strumenti)


in cerca di un suono

3 rose clandestine: 5 euro

rose clandestine

















Mani lunghe,

Occhi languidi di nero severo

Muscoli sotto pelle liscia e ambrata

da venti di paesi lontani

Capelli fitti, intricati di pensieri,

impercorribili da frettolose mani

Ci vogliono mani calme e ferme

per attraversare l'impeto di vita

che anima te, e il corpo tutto,

di ricerca ansiosa di salvezza

Verità di sguardi dolenti

in leggerezza allegra

Il tuo linguaggio è in un gesto:

E' nel vendere rose

il tuo quotidiano verso

























Hat jazz

Di mercurio incandescente

di ritmo sospesa e tutta tremante

in bilico sul piatto sta per cadere

s'aggrappa al suono e agli occhi

scorre una vite, due, tante

scorre il sudore in volo sulla fronte

irrompe il sax disegna a sanguigna

il piano s'addentra e sale digrigna

scale bianche e nere perfetti i tasti

s'aprono i rombi del pavimento in chimere

il tetto s'inarca a volta come schiena

l'asseconda elastico un contrabbasso

corpo di curve sinuoso lascia appena

libero il passo alla batteria che muove

mani piedi pensieri, li spoglia e sconquassa

sfalda in circoli d'aria i tratti addosso

la bacchetta tiene sul cerchio una goccia

tonda come un cappello visto dall'alto

che si muove e sembra storto

e all'improvviso per un attimo

tutto è chiaro e mossohat

 


 


 


 


 


 


 


 

mercoledì 3 settembre 2008

Sali

billie


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


C'è quello sguardo. Lo sguardo più famoso nella storia del jazz. Lo sguardo di desiderio incontrollabile mentre ascolta. E sono note di una intensità setosa. Note che sono carezze sulle gambe. Si fermano prima di salire. Si fermano per sentirsi dire sali.

Lo sguardo di Billie Holiday mentre ascolta Lester Young in Fine and Mellow è di una bellezza che sbalestra. In uno sguardo c'è tutta una vita difficile, storta, distrutta nel nascere. Ma in quello sguardo c'è il senso della sua vita, liberata nella musica. E c'è il suo modo di cantare. Senza eguali. Naturale. Denso. Canta come un nodo che si scioglie. Ma non può.




La ragazza nella valigia

Era da un po' che non tornavo a Milano. Mi capita per lavoro ogni tanto. Sempre di corsa. C'è un bar sulla Darsena, un posto che non sembra uno dei locali dei Navigli. Un posto qualunque. Qualcuno lo potrebbe definire squallido. E' frequentato perché è un bar tabacchi. Ed è aperto fino a tardi. Fuori ragazzi smagriti e spesso ubriachi. La birra costa poco e a Milano è strano. Ma appena si entra c'è una magia. C'è la musica. C'è sempre jazz. A qualsiasi ora. Una volta, sempre di passaggio, avevo fatto talmente tardi a lavoro che avevo chiesto ospitalità per dormire a un amico lì a Milano. Ma lui rimaneva fuori fino a tardi e nell'attesa ero entrata nel bar tabacchi. Valigia piena di documenti, carte, appunti, agenda riempita alla rinfusa, mutande di soccorso, i trucchi. Pesava troppo per avere così poche cose. Mi sono seduta sullo sgabello del bancone e ho preso una birra. Quando c'è buona musica da ascoltare non ci si sente soli. Ma mi sentivo sola per tutta una giornata passata a lavorare. Sguardo perso. Sguardo e valigia appresso come i vagabondi. Il proprietario del bar tabacchi mi ha chiesto se ero stata sbattuta fuori di casa, dopo un litigio con un uomo. Gli ho detto di sì, mi sembrava una storia migliore della mia.

la ragazza nella valigia

martedì 2 settembre 2008

Un segreto

Tuffo

In aria

Prima che

in acqua

Proiettile d'ossa

e muscoli dritti

Uscire tra spruzzi

E di nuovo su in alto

Chi osserva non sa:

E' nell'amare il cadere

che sta il grande salto.

lunedì 1 settembre 2008

Someday my prince will come

bill evansBill Evans è stato un pianista ipersensibile.


Una vita intensa di alti e bassi.


Non ha smosso folle.


Ma ha lasciato un tocco raffinato.


Eleganza:


Sobrio scintillio


di irruenza trattenuta.


 


Tutti conoscono queste note:


 



Fose non tutti, queste: