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martedì 18 novembre 2008

sabato 15 novembre 2008

Fuochi infatuati

coltrane

A volte succedono cose che non ti aspetti. Succedono così, senza avvertire, senza chiedere, senza rumore. Senti una musica e senti che devi seguirla. Così. Perché ti piace non lo sai, ma sai che il tuo orecchio e i tuoi occhi la vedono. Non sai dove vuole portarti e non sai cosa vuole da te. Ha solo la necessità di farsi sentire e dirti che esiste. Che è venuta fuori e deve andare e fermarsi per poi andare ancora dove non si sa. Un pifferaio magico, un incantatore di serpenti, un accendino che prende colore e una sigaretta che vola via, un sorriso che si riempie del mondo, panni stesi che si staccano dalle mollette e si mettono a ballare, la gente intorno che non vedi e le voci che non senti. Senti solo una musica non suonata, la senti nelle immagini e nei suoni di una voce, la senti nella testa, nelle mani, nelle parole, nelle ciglia lente che assaporano ogni nota. Stai bene. E non sai perché. Perché? Perché non importa. Hai addosso un grazie che fa male e brucia forte negli occhi. Una parola, una parola detta si perderebbe esplodendo. Hai freddo, sonno, tremi e senti un macigno sullo stomaco che ti toglie la voce. Ma stai bene. E continui a seguire la musica addosso ai passi che vagano e girano, voltano, ritornano e se ne vanno, rigirano e tornano e ogni posto già visto è diverso. Una piazza diventa una giostra e un circo, un fuoco per terra si fa sole, si spegne tutto in un attimo. Un cortocircuito e una scarica elettrica che paralizza. E poi sparisci, non ci sei più. Ci sono due occhi che si abbassano. Continui a seguire la musica mentre diventi sempre più piccola fino a scomparire in un casco. Senti poi qualcosa che ti cade sulle guance senza freno. Allora acceleri e spegni tutto, ma non ci riesci.



Molti anni dopo ritrovi queste parole scritte per chi cantava le note di John Coltrane passeggiando con te e ti ricordi che eri meravigliata, in estasi. Era un ragazzo dagli occhi grandi e verde grigio. Una volta mi scrisse: prometti di non smettere mai di scrivere.



Di lui, insieme alla musica, è rimasta questa promessa tra le mie cose preferite.











venerdì 31 ottobre 2008

Live it

Charlie



 



 



"Music is your own experience, your own thoughts, your wisdom. If you don't live it, it won't come out your horn. They teach you there's a boundary line to music. But, man, there's no boundary line to art."



Charlie Parker



 



sabato 18 ottobre 2008

Jazz in immagini vive

BasquiatSì, la musica parla più forte di ogni parola. E lo diceva Bird, Charlie Parker.




Ma alcune immagini riescono a suonare.




Quelle che J.M. Basquiat ha tirato fuori hanno una forza che passa dalla magia sotterranea e sciamanica e si libera in una contemporaneità frantumata.




Andate a vedere i suoi quadri. Le sue linee. Ogni linea ha un significato, diceva J.M. Basquiat.




E vi innamorerete di questo genio bambino dalla faccia seria e dalla scioltezza colorata dei gesti. E sentirete suonare dentro Miles, Bird, Dizzie.




 




 






martedì 7 ottobre 2008

domenica 5 ottobre 2008

Un piccolo verde omaggio

Suono VerdeA un nuovo intenso blog, il blog di Nunzio Rotondo:


www.nunziorotondo.splinder.com


Questi segni improvvisati sono venuti fuori ascoltando il suo Suono Verde.


 


 

venerdì 3 ottobre 2008

domenica 21 settembre 2008

billie black


 


Ho un debito nei confronti di Billie Holiday. E' grazie a lei che ho iniziato ad ascoltare il jazz.


Credevo che tutte le cantanti dovessero possedere una voce che riuscisse a interpretare ogni pezzo in modo unico, cambiandolo per spiegarlo meglio, perché potessero appropriarsene. Per alcune è così. Per poche.


 


 


C'era un ragazzo, strano e incantevole...

Nat King Cole




I'm an interpreter of stories. When I perform it's like sitting down at my piano and telling fairy stories.


Nat King Cole








sabato 20 settembre 2008

Occhi di suono

art tatum
Un autodidatta quasi cieco che, come dice Scott Yanow, ancora terrorizza

i pianisti moderni.

Senza sforzo suonava con la sinistra tutto quello che Bud Powell suonava con la destra.

Capace di non dormire, per ascoltare o per bere.

Art Tatum, mastodontico persino nel nome.














mercoledì 17 settembre 2008

Vortice virtuoso

Nina SimoneOnce I understood Bach's music, I wanted to be a concert pianist. Bach made me dedicate my life to music, and it was that teacher who introduced me to his world.


Jazz is a white term to define black people. My music is black classical music.


Nina Simone


 


 


 


Questo pezzo, beh, non riesco a finire di ascoltarlo senza volerlo riascoltare di nuovo:


 




domenica 14 settembre 2008

Poetica urbanità

Massimo Urbani


 


L'avanguardia risiede nei sentimenti e non nelle forme.


Massimo Urbani


 


 


 


 


In un magnifico blog, un paradiso di suoni e immagini e parole di e su un musicista raro:


www.jazzfromitaly.splinder.com


 

martedì 9 settembre 2008

Bix dixit

bix


 


 


One of the things I like about jazz, kid, is I don't know what's going to happen next. Do you?


Bix Beiderbecke

domenica 7 settembre 2008

Il papà

jo jones



Jo Jones

Non era solo un batterista

era uno spettacolo

che non è il dare spettacolo di oggi.



Una batteria che canta

e un animo gitano in giacca e farfalla

che balla il tip tap sul ritmo

col profumo di cognac.