Per pochi. I pochi che amano la poesia. Non quella a buon mercato o quella fasulla o quella narcisa, non quella che si comprende subito, non quella che è risata, non quella delle rime baciate, nemmeno quella che tira pugni, non quella che è dolciastra, nemmeno la amarognola. Non quella dei folli che si credono poeti, nemmeno dei troppo cerebrali, non quella che viene fuori per vanto, non quella che luccica. Nè pianto a dirotto e nè distacco. Quella che apre uno spazio. E che permette di riempirlo.
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