sabato 17 gennaio 2009

Con gli occhi in aria

Cariche d'ombre sfumate dai raggi


plastiche e materiche di viaggi


gravide di pioggia, eppure sospese


vanno, soffiate in mutamenti di vento


che le disfa e ricompone mai uguali, in attese


nuvole, come anime, fluiscono in aria


e sovrastano la fissità verticale dei palazzi inscheletriti


e di ogni certezza uguale a costruzioni traballanti


solo loro rimarranno nel tempo, con la naturalezza


nel farsi e disfarsi, senza resistenza


persino nello scontro sanno scaricarsi di liberatori lampi e scrosci


Ma, anche loro passeggeri, lasciano segni e paure


solo in chi li guarda e cerca riparo da un fluire


che non conosce verità o giustizia


o volontà alcuna


L'eterno essere ha solo una regola, un equilibrio inspiegabile


eppure presente che permette un passato e un futuro.


Ruotano anch'essi. Si confondono a volte.


E prendono sfumature di luce da ogni cosa che li sospinge.


Un soffio buio o luminoso che non sappiamo, ancora, cosa sia.


Quale il nostro vento.


Quanto il nostro tempo.


Quale la via.


In quale forma, ogni istante, cambiamo.






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