E comunque guardando i volti per strada, nell'anonimato della folla, tra occhi sempre più stanchi, tra modernità finte, negli autobus sporchi, tra lo smog degli incroci, in un'urbana sopravvivenza dall'odore di giungla, in un'eleganza sfiorita in abiti dall'odore di petrolio, tra chiacchiere inutili, discorsi frantumati, faccende da sbrigare, luci che un tempo avevano un arancione incantevole e che ora si stinge, tra palazzi color carne, screpolati dalla noncuranza, comunque i volti che contengono una qualche testarda convinzione, speranza, forza e futuro non sono certo più i nostri. Vengono da molto, molto lontano. E i gridi allegri di bambini hanno lo stesso identico suono.
sembra di vederla e di sentirla, questa tua città... ma sicura sicura, sul finale?
RispondiEliminaNo. L'ultima frase è superflua e c'è una (però voluta) imprecisione.
RispondiEliminaGrazie per averlo notato.