La nebbia si dirada
i primi a emergere sono gli occhi
avvolti dal bianco
di un inverno passato
le labbra ancora nascoste
mormorano in ruscelli sotterranei
non ancora in canti
gli uccelli al mattino scuotono foglie
cadono rosse scricchiolano croccanti
la nebbia si dirada
e apre un tempo nuovo
indefinito, non nominabile in nessuna stagione
sconosciuto e ampio di possibilità
non cancello il passato, lo lascio su un uscio
fruscia ancora ma non addolora più
è mio, comunque sia.
Assaporo il gusto di guardare avanti.
Senza passato non potremmo mai guardare avanti..
RispondiEliminaBelli i yuoi versi..
sai, mi viene in mente una delle primissime canzoni dei Marlene Kuntz " intanto l'aria intorno è più nebbia che altro..l'aria intorno è più nebbia che altro (..)"
Nell'oscurità delle cose possiamo vedere meglio, sia esso un ricordo, un abbaglio,un errore..
Dale che va da Marcel Carnè..Les Enfants du paradis (1945) consiglio, da rivedere, rivedere, rivedere..un film capolavoro.
grazie del consiglio...
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