I limoni
Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall'azzurro:
più chiaro si ascolta il sussurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.
Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d'intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno piú languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.
Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità.
Eugenio Montale, da Ossi di seppia 1920-1927
Non voglio confrontarmi a Montale con questi miseri versi... lo faccio per condividere... buonanotte. Questa mia poesia è un breve dono:
RispondiEliminaEssere.
Limpidamente e serenamente in gennaio
Come i piazzali deserti, caldi appena e finalmente asciutti al sole.
I muretti di mattoni ai lati della strada non proiettano più ombra
E sono solo, intorno a mezzogiorno con le mie certezze
E non sono solo, calciando avanti a me piccoli sassi.
Sotto il telo caldo e giallo del cielo riempio il petto di illusioni
Aspiro avidamente questa nuova aria aspra e acerba
Oltre il senso dei luoghi passeggio e mi allontano
Svanisco e sono altro da me.
Di nuovo vedo che il bene esiste
Polveroso e fragile ma eterno.
Grazie.
RispondiEliminaI versi non sono mai miseri, possono essere o non essere riusciti. Scrivere poesia richiede una bella dose di coraggio e il coraggio non è mai misero.
Siamo tutti piccini al cospetto di uno dei più grandi Poeti che abbiamo avuto la fortuna di avere.
Montale..Montale..Ossi di seppia la sua prima opera pubblicata all'età di 18 anni.."solo una cosa possiamo dirti, cio che non siamo ciò che non vogliamo"..stimava molto Dino Campana..e diciamo che sento più mio Campana..ma indubbiamente un grande, Premio Nobel anche per la Letteratura..e trovo decisamente vere le tue parole, per fare poesia ci vuole coraggio tanto coraggio.
RispondiEliminaUn bacio e un sorriso.